31 marzo 2016

Metro C, funziona così male da essere grandi peccatori per meritarcelo

La Metro C di Roma continua ad avere disservizi nonostante sia aperta da poco: ora un disservizio alla stazione Malatesta ha allungato le attese a 11-12 minuti creando disagi agli utenti


Metro C, passa anche per il V Municipio Cinque di Roma, doveva cambiarci la vita ovviamente in meglio. Doveva essere supertecnologica, prova ne era il sistema senza guidatore. Doveva essere precisa e puntuale, garantendo le frequenze stabilite. Invece si sta dimostrando un grande pacco.

Test Metro C dopo una nevicata romana. Foto: Metro C Spa


In meno di un anno e mezzo la nuova metropolitana di Roma accumula vari problemi e disservizi, da cancelli delle fermate che non si aprono a tornelli fuoriuso, da display non funzionanti a convogli che avvisano di cambio destinazione del treno senza che sia vero o di ostruzioni alle porte inesistenti, scale mobili da riparare, acqua che cade nelle fermate e nelle banchine, metro chiusa con forti piogge.

Si sono vantati che la linea fosse molto utilizzata, omettendo che questo "successo" avveniva dopo aver eliminato le alternative agli utenti, ovviamente poco contenti di tale scelta. Si sono vantati che fosse una metro puntualissima, questo prima che si riempisse perché poi sono sorti i problemi. Già la metro C, priva di guidatore, impiega più tempo delle linee A e B/B1 per ogni sosta alla fermata. Aumentando le persone che escono ed entrano aumenta anche il tempo. In più alcuni problemi possono rallentare tutta la linea, portando le frequenze anche a 10 minuti.

Ma in questi giorni non esistono più le corse limitate fino ad Alessandrino, che garantivano una frequenza di 6 minuti: ora per tutti l'attesa è 11-12 minuti. Il motivo è un problema tecnico alla stazione Malatesta della metro C, come spiega più tecnicamente il blog Odissea quotidiana. Una frequenza inaccettabile per una linea metropolitana, soprattutto se non collega ad altre linee e il tutto senza avere autobus in più.


Senza contare poi i ritardi dell'apertura delle fermate San Giovanni (addirittura si parla di fine 2017, inaccettabile anche questo) e Fori Imperiali (che avrebe dovuto garantire il collegamento con la metro B, senza sapere fino a dove riusciranno a costruire la Metro C.


Metro C: un po' di storia recente

Roma Capitale, con la giunta Marino, decise di aprire a fine novembre 2014 la tratta Monte Compatri-Centocelle nonostante l'opposizione del V Municipio 5 per un problema molto semplice: non collegava ad altre metropolitane, quindi era un servizio mozzo. Nell'estate 2015 aprono altre stazioni fino a piazza Lodi, manca un chilometro a San Giovanni che Atac ha pensato di risolvere con il bus 51. In rrealtà la linea non funziona bene: è sempre piena anche perché non è abbastanza frequente nemmeno nelle ore di punta, in più fa troppe fermate e troppi semafori rossi nel tratto da via La Spezia a piazza di Porta San Giovanni. A piedi a volte si impiega anche meno tempo, come può documentare chi scrive.

In Quinto Municipio V avvengono modifiche al trasporto pubblico che si rivelano disastrose: riduzione delle corse del bus 105 che verrà spacchettato in due linee, una che da Termini arriva alla stazione Centocelle della metropolitana, il 106 che da Centocelle (piazza delle Camelie) arriva a Grotte Celoni, non passando però per via Casilina da viale Togliatti fino al Centro commerciale Casilino. Il trenino/tramvetto Termini-Giardinetti viene limitato a Centocelle, con lamentele diffuse dei cittadini e di varie associazioni tra cui Legambiente per l'utilità che ancora poteva e può avere la linea.

Il fallimento della Metro C è il fallimento del General Contractor. Di cosa parliamo? Doveva essere quel modello che risolveva la lentezza brucratica dello Stato per riuscire a realizzare le grandi opere bene e in fretta. Invece alla fine vengono comunque fatte male e lentamente, mentre aumentano gli scandali legati alla corruzione e agli sprechi di denaro pubblico.