28 marzo 2016

Il Quinto Municipio 5 di Roma si attiva per il referendum sulle trivelle del 17 aprile

Il V Municipio 5 di Roma si attiva per il referendum #notriv sulle trivelle del 17 aprile. Ci sarà Legambiente, molto critica con il governo e molto decisa a far vincere le ragioni del sì. Il comitato locale sarà il circolo Città Futura di viale della Venezia Giulia 69. "Il Governo ha deciso in tutta fretta la data del 17 aprile 2016 per chiamare i cittadini italiani ad esprimersi con un referendum popolare" comunicano dal circolo Città Futura, che avverte: "Il tempo delle fonti fossili è scaduto, il 17 aprile VOTIAMO SI' perchè il Paese ha bisogno di energia pulita e rinnovabile".



Un altro comitato nasce su spinta di associazioni locali più orientate verso il sociale, con perno il quartiere di Centocelle. Alla prima riunione hanno partecipato Lsa 100celle, Anpi Centocelle, Fiom, Associazione 100celle aperte, Arci, Centro inizativa popolare. Insieme collaboreranno per informare e sensibilizzare gli abitanti dei quartieri V Municipio di Torpignattara, Pigneto, Quadraro, Prenestino, Centocelle, Quarticciolo, Alessandrino, Tor sapienza, La Rustica.

Il referendum vuole coinvolgere i cittadini italiani nella decisione sull'estrazione di petrolio e gas nei mari. Il Governo italiano ha deciso di recente che le società che estraggono idrocarburi e hanno concesioni di ricerca e esplorazione possa estrarre tutto il petrolio e gas che trovano entro le 12 miglia marine. Si chiede quindi alla cittadinanza se si vuole l'abrogazione di questo diritto, mantenendo gli attuali tempi di concessione scaduti i quali non si può più estrarre idrocarburi, oppure permettere tutto ciò. La maggior parte delle piattaforme è sita nel mare adriatico, che ha profondità basse tra 200 e 400 metri ed è un mare semichiuso. Un disastro petrolifero anche di media entità potrebbe dare gravi problemi a interi ecosistemi, al turismo e alla pesca. L'Italia inoltre guadagna molto poco di tasse in cambio di questo rischio, ottenendo tra le royalties più basse d'Europa.



Scrivono sul sito fermaletrivelle.it: "Per la prima volta nella storia Repubblicana, infatti, il Governo ha convocato un referendum nella prima domenica disponibile per mettere i bastoni tra le ruote, riducendone sensibilmente il tempo a disposizione, a una campagna referendaria che evidentemente lo spaventa. Inoltre, nonostante in occasione del referendum di 5 anni fa gli stessi esponenti dell’attuale governo si fossero detti favorevoli, il Governo ha deciso di non accorpare elezioni amministrative e voto referendario sprecando oltre 360 milioni – l’equivalente degli introiti annuali dalle royalties dalle trivellazioni attualmente presenti nel Paese – nella speranza di impedire il raggiungimento del quorum".

Nel frattempo in Tunisia è avvenuto un incidente petrolifero che ha portato la marea nera di petrolio a 100 km da Lampedusa, quindi dal Belpaese.

Notizie V Municipio ritiene triste che in un Paese come l'Italia che si vuol definire democratico, a poche settimane dal voto, il 75 per cento degli italiani non sappia che ci sarà il referendum, tantomeno il 17 aprile.