Alloggi ERP a Tor Tre Teste: tensioni, richieste di trasparenza e proposte di controllo. Cosa è emerso in Commissione Trasparenza

 

📰 Alloggi ERP a Tor Tre Teste: tensioni, richieste di trasparenza e proposte di controllo. Cosa è emerso in Commissione Trasparenza del Municipio V di Roma

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📍 Tor Tre Teste, un quartiere sotto pressione da anni

La Commissione Trasparenza del Municipio V si è riunita per affrontare un tema che da mesi agita i residenti di Tor Tre Teste: le assegnazioni degli alloggi ERP di via De Berio e via Aldo Balma, in particolare quelle destinate a famiglie provenienti dai villaggi della solidarietà.

L’obiettivo della seduta era duplice:

  • chiarire come avvengono le assegnazioni

  • ascoltare le preoccupazioni dei cittadini, che denunciano un peggioramento della vivibilità del quartiere

🏛️ Le posizioni dei consiglieri

🎙️ Daniele Rinaldi (Presidente Commissione Trasparenza)

Rinaldi ha posto l’accento su due nodi centrali: la gestione dei nuclei assegnati prima del nuovo progetto di accompagnamento sociale e la necessità di verifiche reali sul territorio.

Una delle sue frasi più significative:

“La criticità sociale si crea perché i cittadini sono già esasperati da un’esperienza precedente… non si può ragionare separando presente e passato.”

Rinaldi ha inoltre sottolineato che il problema non è l’etnia, ma le abitudini di vita e la convivenza civile, ribadendo:

“È un problema culturale, non di nazionalità. Alcune famiglie sono più italiane di noi, ma la convivenza richiede regole.”

🎙️ David Di Cosmo (Consigliere)

Di Cosmo ha riconosciuto la correttezza formale delle procedure, ma ha evidenziato un punto critico: la distanza tra ciò che risulta dagli atti e ciò che accade realmente nei condomìni.

La sua citazione più forte:

“Il tema non è la procedura: è capire se la fotografia che abbiamo negli uffici corrisponde alla realtà del quartiere.”

Ha poi proposto di applicare anche a Tor Tre Teste il modello “Donna Olimpia”, che prevede controlli porta‑a‑porta con servizi sociali e forze dell’ordine:

“Dobbiamo capire chi vive davvero negli alloggi, come vive, e se rispetta le regole. Serve un monitoraggio vero.”

Di Cosmo ha anche denunciato situazioni paradossali:

“Troviamo persone che dichiarano zero reddito e parcheggiano auto da 200.000 euro.”

🗣️ La voce dei cittadini: “Il quartiere è cambiato, viviamo nel degrado”

L’intervento più forte è arrivato da un residente, il signor Cirulli, che ha descritto senza filtri la situazione quotidiana:

“Dal 2004 a oggi il quartiere è cambiato totalmente. È una decadenza continua.”

Ha raccontato episodi di degrado visibile:

“Appena giri su via Staderini è notte fonda. Gente per terra, semi nuda, comportamenti incivili.”

E ha sollevato un tema cruciale: la scarsa integrazione scolastica e lavorativa di alcuni nuclei assegnati:

“Nella classe di mia figlia c’è una bambina che non va mai a scuola. Non vedo queste persone lavorare da nessuna parte.”

Il suo appello finale è stato diretto:

“Non vogliamo guerre tra poveri, ma vogliamo vivere in un quartiere dignitoso.”

🧩 Il nodo centrale: un quartiere sovraccarico

Rinaldi ha ricordato che Tor Tre Teste ospita già:

  • il CAT di via Tovaglieri

  • il centro rifugiati di via Staderini

  • gli alloggi ERP

  • l’occupazione dell’Eurostar

Secondo il Presidente:

“Presi singolarmente i problemi sembrano gestibili, ma messi insieme il sistema non regge.”

🔍 Cosa succede ora

Dalla Commissione è emersa una richiesta chiara:

  • mappare la situazione reale degli alloggi

  • verificare chi ci vive e in quali condizioni

  • rafforzare il coordinamento tra Dipartimenti e Municipio

  • evitare concentrazioni di nuclei fragili nello stesso quadrante

Gli uffici hanno confermato disponibilità a collaborare e a fornire dati più dettagliati.

🧭 Conclusione

La seduta ha mostrato un quadro complesso: da un lato la volontà istituzionale di seguire procedure corrette e accompagnare i nuclei fragili; dall’altro la percezione dei residenti, che vivono quotidianamente un quartiere in difficoltà.

Il messaggio emerso è chiaro: serve un intervento integrato, continuo e trasparente, capace di tutelare sia chi ha diritto a una casa, sia chi in quel quartiere vive da decenni.

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