Caos davanti alla Questura di Roma Tor Sapienza: cosa è emerso in Commissione del Municipio V



La Commissione Bilancio del Municipio V affronta il caso della Questura di via Patini

Durante la seduta del 30 aprile 2026, la Commissione Bilancio del Municipio V ha discusso una situazione ormai diventata insostenibile: le lunghe file di richiedenti asilo costretti a dormire per strada davanti alla Questura di Roma, in via Patini, per poter presentare domanda di protezione internazionale.

Il tema è stato portato all’attenzione istituzionale attraverso una proposta di risoluzione che chiede l’apertura di un tavolo tra Roma Capitale e Prefettura, con l’obiettivo di riorganizzare l’accesso ai servizi e garantire condizioni dignitose alle persone in attesa.

Un problema di dignità e diritti fondamentali

La situazione descritta dai consiglieri è grave: centinaia di persone, spesso famiglie con bambini, sono costrette a trascorrere giorni e notti all’aperto, senza servizi igienici, senza assistenza sanitaria e in condizioni di forte vulnerabilità.

Secondo quanto emerso in Commissione, questo scenario contrasta anche con una recente sentenza del Tribunale Civile di Roma, che ha definito incostituzionale costringere i richiedenti asilo a file notturne e condizioni degradanti.

Le posizioni dei protagonisti della discussione

Consigliera Eva Vittoria Cammerino: “Non possiamo girarci dall’altra parte”

Prima firmataria dell’atto, la consigliera Cammerino ha espresso una posizione netta e determinata.

Punti chiave del suo intervento

  • La situazione è disumana e indecente, e ignorarla significherebbe accettarla.

  • Il Municipio, pur non avendo competenza diretta sulla Questura, ha il dovere politico di segnalare il problema e proporre soluzioni.

  • Esistono modelli virtuosi, come quello di Torino, che dimostrano che un sistema più efficiente è possibile.

  • Disponibilità a migliorare il testo, ma non a rallentare: serve un intervento rapido e concreto.

  • Proposta di audire in Commissione rappresentanti della Questura o della Prefettura.

Cammerino ha quindi posto l’accento sulla responsabilità politica e morale delle istituzioni locali.

Consigliera Elena Antinozzi: “Serve un percorso dignitoso e ordinato”

La consigliera Antinozzi ha sostenuto l’atto, sottolineando la necessità di riportare la gestione delle richieste di asilo entro un quadro rispettoso dei diritti umani.

Punti salienti del suo intervento

  • La situazione attuale viola principi costituzionali e la sentenza del Tribunale.

  • Roma Capitale deve garantire un percorso trasparente, ordinato e rispettoso della dignità umana.

  • Il modello Torino rappresenta una buona pratica da cui prendere spunto.

  • La mancata firma iniziale dell’atto è stata una semplice svista, non una scelta politica.

Antinozzi ha quindi offerto un contributo tecnico e orientato alla tutela dei diritti fondamentali.

Presidente David Di Cosmo: “Sì al merito, ma con forma istituzionale corretta”

Il presidente Di Cosmo ha riconosciuto la gravità del problema, ma ha invitato alla prudenza nella formulazione dell’atto.

Punti chiave del suo intervento

  • La situazione è gravissima e indecorosa anche per la stessa Questura.

  • Tuttavia, il Municipio non può “dire al Prefetto come fare il suo lavoro”: sarebbe istituzionalmente scorretto.

  • L’atto, così com’è, è troppo dettagliato e rischia di essere respinto.

  • Necessità di una riscrittura più sobria, che si limiti a chiedere un tavolo di confronto.

  • Proposta di verificare prima le procedure reali della Questura e di valutare il modello Torino solo dopo un’analisi approfondita.

  • Richiamo a un precedente del 2014, quando un atto simile fu respinto dal Prefetto Gabrielli.

Di Cosmo ha quindi assunto una posizione istituzionalmente cauta, pur condividendo la necessità di intervenire.

Un problema condiviso, con approcci diversi

Nonostante le differenze di metodo, tutti i partecipanti alla Commissione concordano su un punto fondamentale:

👉 La situazione davanti alla Questura di via Patini è indegna e deve essere risolta.

Le divergenze riguardano il modo in cui il Municipio debba intervenire:

  • Cammerino spinge per un atto forte e immediato.

  • Antinozzi sostiene l’atto e la necessità di tutelare i diritti.

  • Di Cosmo chiede una forma più istituzionalmente corretta e verifiche preliminari.

Conclusione

La discussione in Commissione Bilancio rappresenta un passo importante verso il riconoscimento istituzionale di un problema che da anni affligge il territorio del Municipio V e l’intera città di Roma.

La sfida ora sarà trasformare questa consapevolezza in un’azione concreta, capace di garantire dignità, sicurezza e trasparenza a chi cerca protezione internazionale e, allo stesso tempo, di restituire decoro e ordine a un’area ormai allo stremo. 

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  • Questura di Roma

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Il tema centrale è la situazione disumana e disordinata che si verifica davanti alla Questura di Roma in via Patini, dove i richiedenti asilo sono costretti a dormire per strada per giorni, in condizioni igieniche e di sicurezza gravissime, per poter presentare domanda di protezione internazionale.

La risoluzione proposta chiede di:

  • istituire un tavolo tra Roma Capitale e Prefettura;

  • rivedere le modalità di prenotazione e accesso;

  • adottare buone pratiche, come il modello di Torino (prenotazione digitale + sportelli fisici);

  • eliminare le file notturne;

  • integrare i servizi con ASL e CAS;

  • prevenire intermediazioni illecite.

🔍 Cosa hanno detto i tre protagonisti principali

🟦 1. Consigliera Elena Antinozzi – punti salienti

Antinozzi ha svolto un ruolo soprattutto di lettura e chiarificazione dell’atto, ma emergono alcuni elementi chiave:

Cosa sottolinea

  • La situazione attuale è in contrasto con una sentenza del Tribunale Civile di Roma, che considera incostituzionale costringere i richiedenti asilo a file notturne e condizioni degradanti.

  • Il problema non è solo amministrativo, ma riguarda diritti fondamentali: accesso al cibo, alloggio, cure mediche.

  • Roma Capitale ha il dovere di garantire un percorso dignitoso, ordinato e trasparente.

  • Esistono buone pratiche altrove, come Torino, che dimostrano che soluzioni alternative sono possibili.

  • È favorevole all’atto e riconosce che non averlo firmato è stata una svista.

Tono e posizione

Antinozzi appare collaborativa, orientata alla soluzione e convinta della necessità di intervenire per motivi sia umanitari sia istituzionali.

🟩 2. Consigliera Eva Vittoria Cammerino – punti salienti

Prima firmataria dell’atto, Cammerino è la voce più determinata e politica nel denunciare la situazione.

Cosa evidenzia

  • Il Municipio non può girarsi dall’altra parte, anche se la competenza formale non è sua.

  • La situazione è disumana e indecente, e mantenere lo status quo significa accettare implicitamente che le persone vivano in condizioni degradanti.

  • Altre città hanno trovato soluzioni efficaci: se esistono modelli funzionanti, perché non proporli?

  • È disponibile a modificare e migliorare l’atto, ma non a rallentare: serve un intervento rapido.

  • Ritiene che il prefetto dovrebbe essere interessato a ricevere suggerimenti, non infastidito.

  • Propone di valutare audizioni in commissione (es. rappresentanti della Questura o Prefettura).

Tono e posizione

Cammerino è ferma, pragmatica e orientata all’azione. Rivendica il ruolo politico del Municipio come organo che deve segnalare i problemi e proporre soluzioni, anche se non ha potere diretto sulla Questura.

🟥 3. Presidente David Di Cosmo – punti salienti

Di Cosmo è la voce più istituzionale e prudente, pur condividendo pienamente la gravità del problema.

Cosa sottolinea

  • Il problema è serissimo, disumano e indecoroso anche per la Questura stessa.

  • Tuttavia, il Municipio deve evitare di dire al Prefetto come fare il suo lavoro: sarebbe istituzionalmente scorretto.

  • L’atto, così com’è, è troppo dettagliato nel prescrivere soluzioni operative (ASL, terzo settore, piattaforme digitali).

  • Serve una forma più elegante, sobria e istituzionalmente corretta.

  • Propone di:

    • rivedere il dispositivo dell’atto;

    • verificare le procedure reali della Questura;

    • confrontarsi con chi gestisce il servizio;

    • valutare il modello Torino, ma solo dopo averlo verificato.

  • Porta un esempio del passato (2014) in cui un atto del Municipio fu respinto dal Prefetto Gabrielli perché “non si può dire al Prefetto come gestire l’ordine pubblico”.

Tono e posizione

Di Cosmo è collaborativo ma molto attento alla forma istituzionale. Vuole evitare errori procedurali e propone un lavoro più approfondito prima di votare.

🎯 Sintesi finale delle posizioni

FiguraPosizionePunti chiave
AntinozziFavorevole all’attoDiritti violati, sentenza del Tribunale, necessità di dignità e ordine, esempio Torino
CammerinoDeterminata a intervenire subitoSituazione disumana, il Municipio deve parlare, apertura a modifiche ma non a ritardi
Di CosmoFavorevole nel merito, critico nella formaNon si può dire al Prefetto cosa fare, serve riscrittura, verifiche, audizioni, approccio istituzionale

🧠 Il cuore del problema

Tutti concordano su un punto: 👉 la situazione davanti alla Questura è indegna e va risolta.

Le differenze riguardano come il Municipio debba intervenire:

  • Cammerino vuole un atto forte e immediato.

  • Di Cosmo vuole un atto più istituzionalmente corretto e tecnicamente fondato.

  • Antinozzi sostiene l’atto e il suo spirito, con apertura a miglioramenti.