12 agosto 2015

Via Francigena e V Municipio 5: appello a Di Biase e Franceschini


Foto da www.viefrancigenedelsud.it

Buone notizie per il V Municipio, almeno si spera. La Via Francigena torna di moda a Roma grazie al Giubileo straordinario indetto un po' a sorpresa da Papa Francesco. Un percorso che da semplice meta di pellegrinaggio può divenire un volano economico e turistico di livello europeo.

Infatti la Via Francigena è divisa in due: la Francigena Nord da Roma porta alla città inglese di Canterbury, la sezione sud da Roma scende fino a Brindisi. L'Italia e Roma in particolare potrebbero godere turisticamente come in Spagna sono riusciti a fare con il Cammino di Santiago di Compostela.

Non sappiamo se lo Stato italiano sia interessato mentre grazie all'Europa qualche cosa si è potuta fare anche in Italia. Roma Capitale dovrebbe impegnarsi in questo percorso tanto in periferia quanto sta facendo per i cammini per i pellegrini al centro (grazie alla battaglia dei cittadini rientra in questa operazione la pedonalizzazione di via Urbana).

Il V Municipio 5 di Roma potrebbe approfittarne alla grande da questa situazione. La giunta municipale si è già mossa in questo senso ma servono altri soldi e progetti seri. Perché la via Francigena passa per il Municipio 5, tanto che è possibile trovare la segnaletica nel parco Giovanni Palatucci a Tor Tre Teste, nei pressi della nota Chiesa Dio Padre Misericordioso realizzata da Richard Meier. Per pellegrini e turisti si dovrebbe immaginare un percorso, che passa per l'Acquedotto Alessandrino tra via dei Pioppi a Centocelle e via degli Olmi all'Alessandrino, per poi proseguire fino alla piazza dell'Acquedotto Alessandrino e arrivare al parco, per poi proseguire. 


Purtroppo questa zona ha bisogno di una cura di ferro per rendersi adatta ad essere osservata dai turisti:
  • pulizia dell'Acquedotto Alessandrino dalle erbacce e piante infestanti,
  • velocizzare il cantiere per restaurare le parti dove alcuni pezzi sono caduti,
  • eliminare sporcizia e prostituzione sotto l'acquedotto dove potrebbe esserci una passeggiata curata con tanto di passaggio per le biciclette,
  • lavori per il decoro della piazza dell'Acquedotto Alessandrino.

Per l'Acquedotto, opera di importanza archeologica elevata e che è stata pulita tempo fa dal Circolo Città Futura di Legambiente assieme all'associazione islamica di zona, c'è bisogno dell'interesse della Soprintendenza dei Beni Archeologici di Roma come del Ministero dei Beni Culturali. Quest'ultimo è guidato da Dario Franceschini, che si è espresso in un'intervista a La Stampa affermando che ogni Paese deve capire quale sia la sua vocazione e per l'Italia è il turismo e i beni culturali, quindi bisogna lavorare per farne un importante volano economico.

Franceschini ha un'occasione ghiotta: mettere a posto l'Acquedotto Alessandrino togliendo le auto parcheggiate abusivamente sotto gli archi, ripulire l'area facendone una passeggiata ciclopedonale, mettere a posto la piazza di un quartiere, maggior cura e decoro del parco abbandonato a se stesso a causa degli appalti bloccati per colpa di mafia capitale...tutti questi piccioni con una fava e in periferia per altro.

Inoltre Franceschini ha una compagna, Michela Di Biase, che oltre ad essere consigliere comunale di Roma e presidente della commissione cultura di Roma Capitale proviene anche dal quartiere che dà nome all'acquedotto romano. Nella sua campagna elettorale comunale del 2013 aveva dato molto risalto al ruolo della cultura nelle periferie.

Quale occasione migliore per occuparsi di questa area in concomitanza con il Giubileo e, in prospettiva, per le Olimpiadi?


Maggiori informazioni:
www.viefrancigenedelsud.it
www.viefrancigene.org

09 agosto 2015

La faccia come il kulo del D.g. Atac intervistato dal Corriere


Foto da simonagranati.photoshelter.com

Va detto, ci vuole coraggio - alias la faccia come il kulo - per dichiarare quanto affermato al Corriere della Sera dal direttore generale di Atac Francesco Micheli. In comune con il V Municipio Micheli ha un passato da stopper nella squadra di calcio del Centocelle e, appunto, il suo ruolo nell'azienda di via Prenestina 145 per quanto riguarda il trasporto pubblico.

Il coraggio ce lo ha messo nell'affermare che, fosse per lui, porterebbe il biglietto dei mezzi pubblici a due euro, aumentando l'abbonamento di ben 100 euro. A Milano è così, dice.

Ci vuole la faccia tosta a farlo a ridosso dell'ennesimo sciopero nella super calura estiva, uno al mese da qualcosa come un anno e mezzo. A farlo con metro a rilento, bus che saltano le corse perché gli autisti non dovrebbero per protocollo farli uscire se hanno problemi di manutenzione o guasti, fosse anche l'aria condizionata.

E Micheli dice che i bus escono tutti...peccato che una parte deve rientrare per i suddetti problemi. Una bella faccia tosta dopo aver fatto la fantomatica razionalizzazione, che è significato togliere linee alle periferie, aumentare i tempi di percorrenza delle linee.

Ci vuole bel coraggio visto che già pochi anni fa il biglietto passò, in piena crisi economica, da un euro a 1,5 con aumento degli abbonamenti ma ancora aspettiamo che vengano tolte le inutili assunzioni di parentopoli avvenute a nostre spese, nonché il sistema di bigliettazione parallelo che ha creato fondi neri a danno dell'azienda e degli utenti ma a favore dei soliti zozzoni. Ma soprattutto la faccia tosta dell'affermare che non si può fare gran che contro l'evasione dei biglietti però si può continuare ad aumentare le tariffe a chi paga e paga sempre di più per un servizio sempre più schifoso.

Il signor Micheli venga a dirlo alle periferie, dopo le linee soppresse e gli aumenti dei tempi di attesa. A chi si ritrova ad aspettare mezz'ora l'autobus e dover stare come una sardina. A chi fa tardi al lavoro per ritardi, rallentamenti e corse saltate.

A chi nonostante tutto si ostina a immaginare che prima o poi questo incubo finisca, perché avere a che fare con il trasporto pubblico di Roma sta diventando tragico come un girone dell'Inferno di Dante.


P.s.: per farci pagare di più devono garantirci l'azzeramento dell'evasione e un netto miglioramento da qui a 12 mesi dell'efficienza e dell'efficacia del trasporto pubblico di Roma. Visto l'andazzo mera utopia. C'è chi fa presente come sia difficile licenziare gli assunti mentre lo sarebbe meno farli diventare controllori. Io aggiungo part-time, al minimo.

04 agosto 2015

Le mappe dei servizi sociali del V Municipio (5) e dei negozi aperti ad agosto

mappa v municipio 5 roma servizi sociali
screenshot della mappa dei servizi sociali del V Municipio di Roma realizzata tramite Google


Il V Municipio di Roma ha deciso di pubblicare una mappa dei servizi sociali presenti su tutto il territorio del Municipio 5, suddivisi per tipologia. Un modo per venire a conoscenza di strutture presenti e di servizi di cui si può usufruire.

Come scrivono sul sito del Comune di Roma, sezione Municipio V, la mappa interattiva "offre una panoramica dei servizi sociali territoriali suddivisi per tipologia dei destinatari (minori, anziani, adulti, disabili e multiutenza) cui corrispondono icone di colori diversi. Cliccando sull’icona si apre una finestra che indica denominazione, indirizzo, contatti e modalità di accesso del servizio corrispondente. La Mappa, che nasce dall’esigenza di informare i cittadini intorno al sistema dei servizi potenzialmente a loro disposizione".

La mappa ha anche una seconda utilità: conoscere tutti i confini del V Municipio, nato dal 2013 dalla fusione degli ex municipi 6 e 7, e con essi anche i quartieri e le vie che ne fanno parte. Maggiori informazioni sulla Carta della qualità dei servizi.




A disposizione sul sito della Cna (Confederazione nazionale dell'artigianato) anche le mappe dei negozi e servizi privati che segnalano la propria apertura parziale o totale ad agosto 2015.
Per il V Municipio sono attualmente disponibili:
La Cna invita gli esercenti a segnarsi tra le attività nella mappa, in modo da rendere più efficace la mappatura delle attività aperte ad agosto nei prossimi anni. Informazioni disponibili anche chiamando lo 060606.


03 agosto 2015

Rifiuti V Municipio (5): come fare la nostra parte


Cassonetti a scomparsa per la raccolta differenziata dei rifiuti. Foto da amaroma.it

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Quello dei rifiuti nel V Municipio è stato un problema degli scorsi mesi, al punto da arrivare a parlare di emergenza. Le difficoltà legate alla filiera della raccolta e del trattamento dei rifiuti nel municipio 5 come negli altri municipi di Roma, a partire dalla chiusura della discarica di Malagrotta e della transizione, che dovrebbe portare all'apertura del cosiddetto ecodistretto di Rocca Cencia, dovrebbero risolversi. Sicuramente i problemi non sono stati gestiti adeguatamente da Ama, la società che gestisce i rifiuti.

Dobbiamo però sapere che alcune cose per non peggiorare la situazione la possiamo fare noi cittadini.
Innanzitutto se ci sono i secchioni pieni, rifiuti per terra, sporco per strada si può mandare una mail a rifiutimunicipio5@gmail.com dove poter inviare le segnalazioni.

Cos'altro possiamo fare...in fase di acquisto:
  • se possibile meglio scegliere prodotti sfusi o con poco imballaggio, di materiali adatti alla raccolta differenziata e al riciclaggio
  • alcuni contenitori si possono riutilizzare in cucina o in casa, soprattutto plastica e vetro
  • fare una corretta raccolta differenziata (alcuni mettono carta nel vetro e plastica nella carta)
  • evitare acquisti eccessivi in quantità, con il rischio di gettare cibo e prodotti.
Ora è possibile raccogliere separatamente l'umido, cioé i resti di cibo o foglie e sterpaglie che possono essere trasformati in concime. Ogni cittadino può richiedere il secchiello dell'umido ai seguenti mercati:
  • Mercato Piazza Pio Pecchiai - Via Ferraironi
  • Mercato Via Alberto da Giussano
  • Mercato Via Rovigno d’Istria
  • Mercato Viale della Primavera 
  • Mercato di Via degli Olivi  
E riportarlo pieno ai mercatidi cui sopra più i seguenti:
  • Mercato Via del Pigneto
  • Mercato Via Ronchi
  • Mercato Via Laparelli
Fare una corretta raccolta dei rifiuti significa anche sapere dove vanno buttati i medicinali scaduti, l'olio esausto e le batterie usate. L'Ama sul suo sito ha aperto una pagina con la mappa dei vari servizi, dove poter inserire la propria via e sapere quali raccolte sono più vicine alla propria casa o il proprio posto di lavoro. Gettarli in modo errato significa inquinare l'ambiente, meglio fare attenzione.

In caso di rifiuti ingombranti non si possono e non si devono lasciare vicino ai secchioni (non li può prendere il camion che arriva) ma portarli ai centri di raccolta (nel V Municipio si trova a via Teano 38) o telefonare per sapere quando possono passare su strada al civico indicato per portare via il rifiuto ingombrante.

Senza dimenticare che la carta sporca e unta va nell'indifferenziato o nell'umido a seconda dei quartieri e le bottiglie di plastica vanno accartocciate per ridurre l'ingombro. Piccole azioni che miglioreranno la raccolta dei rifiuti dell'Ama e ridurranno i disagi.

01 agosto 2015

Trenino Termini-Giardinetti: ora si ferma a Centocelle (tanto c'è la metro C, dicono)

Il trenino della linea Termini-Giardinetti, ora Termini-Centocelle


Dopo aver aumentato gli abbonamenti e il biglietto da 1 euro a 1,50, Atac è arrivata sostanzialmente al fallimento, con le razionalizzazioni del trasporto pubblico che di fatto si sono strasformate in tagli delle frequenze dei bus. Sulla Casilina, con la scusa della presenza della metro C (che ancora non collega con nessun altra linea metro, visto che per arrivare a piazza San Giovanni bisogna fare qualche centinaio di metri a piedi) hanno arretrato il capolinea del trenino da Giardinetti a Centocelle. Era previsto che accadesse (dovrebbero cominciare i lavori per fare la stazione a ridosso della fermata della metro c, all'incrocio con viale Palmiro Togliatti. Non si sa però quale sarà il futuro della ex Termini-Giardinetti oramai Termini-Centocelle. L'ex assessore ai trasporti di Roma Capitale Guido Improta se ne uscì con una tramvia che da Centocelle virasse verso viale dei Romanisti e da lì proseguire fino all'ospedale di Tor Vergata. Ciò significherebbe un grande cantiere di anni e anni. C'è chi, nel comitato di quartiere di Tor Pignattara, propone la realizzazione di un trenino metropolitano come a Sassari: una linea che continui ad usare i binari a scartamento ridotto (rispetto a quelli del tram) per garantire un servizio non completamente sovrapponibile con la metro C (basti pensare a Tor Pignattara e Quadraro Vecchio).

In tutto questo il biglietto che fu aumentato durante la gestione Alemanno (quella che, grazie all'assunzione in Atac di amici e parenti come impiegati, ha causato il crack definitivo) fu portato a 100 minuti ma non per le metro, per cui vale una sola corsa.

Tutto ciò diventa scandaloso nel momento in cui il servizio di trasporto pubblico è stato ridisegnato per spingere le persone a usare la metro C anziché altre linee. Sarebbe opportuno che il tempo valesse anche per le metro, eventualmente abbassando a 90 minuti il tempo di utilizzo dello stesso. Sarebbe anche un modo per favorire l'utilizzo saltuario dei mezzi pubblici, anche se di questi tempi passa un po' la voglia.